Quando il rosé supera il mito del vino da donne
Nicole Vezzola – Costaripa
Tempo di lettura: 5 minuti
“Il rosé non è un colore né una moda, ma una filosofia”: parte da questa frase di Nicole Vezzola della cantina Costaripa il nostro viaggio nel mondo del rosé, per scoprire perché questo vino va ben oltre la sua tonalità rosa cipria. Spesso ridotto a simbolo estivo o a scelta “da cocktail”, il rosé ha invece radici profonde, che affondano nella viticultura dedicata e nella storia del territorio.
Una storia di radici e territorio
La Valtènesi, sulla sponda lombarda del Lago di Garda, è un piccolo angolo di terra che custodisce una tradizione vitivinicola secolare, capace di coniugare eleganza e autenticità. Qui il rosé non è nato come risposta a una moda passeggera, ma rappresenta da sempre una vocazione del territorio: già nell’Ottocento si producevano vini chiari e leggeri a partire soprattutto da uve Groppello, il vitigno autoctono della zona. Con il tempo, le scelte dei viticoltori hanno affinato uno stile preciso, fatto di freschezza ed eleganza, che oggi identifica la Valtènesi come culla storica del rosé italiano.
Nell’intervista di Tell Me Wine, Nicole di Costaripa ci racconta che ottenere un rosé di qualità richiede tecnica, pazienza e una visione a lungo termine. Non si tratta semplicemente di ottenere un colore gradevole: la vera sfida consiste nel bilanciare leggerezza e struttura, eleganza e profondità, senza mai compromettere il carattere del vino. Ogni vendemmia è il risultato di un mosaico fatto di vigneti curati, raccolte attente e vinificazioni studiate per preservare aromi e complessità. In un calice di rosé della Valtènesi c’è tutta l’anima del Garda: armonia, leggerezza e carattere.
Il rosa: da simbolo di potere a stereotipo di Barbie
Uno dei miti più radicati è quello che lega il rosé al mondo femminile. Ma storicamente, il rosa non è mai stato un colore “da donne”.
Discendente diretto del rosso, simbolo di prestigio e ricchezza, era il colore delle vesti imperiali, dei paramenti religiosi e delle opere d’arte rinascimentali. Solo negli ultimi settant’anni, con l’avvento della Barbie e le strategie di marketing del dopoguerra, il rosa è stato progressivamente associato al mondo femminile, diventando simbolo di un’immagine commerciale più che culturale.
Il rosé, quindi, non è un fenomeno recente né una moda passeggera. È un vino con un’identità propria, frutto di scelte agricole e vinicole precise, che merita di essere apprezzato per il suo contenuto, per l’equilibrio tra struttura e leggerezza, e per la capacità di raccontare un territorio e una tradizione. Dietro ogni bicchiere di rosé c’è coraggio, dedizione e conoscenza tecnica, che trasformano un colore tenue in un’esperienza sensoriale completa, lontana dagli stereotipi e vicina alla vera essenza del vino.
Abbinamenti e versatilità
Altro pregiudizio: il rosé sarebbe un vino “da aperitivo”. In realtà, la sua versatilità lo rende perfetto dalla cucina tradizionale alla tavola contemporanea.
Nicole ci racconta che RosaMara, la punta di diamante di Costaripa, si presta a sorprendenti abbinamenti gastronomici: dal coniglio con polenta ai tagliolini con coregone, dal sushi fino alla pizza. Questa capacità di adattarsi a piatti diversi nasce dalla ricerca dell’equilibrio tra leggerezza, eleganza e struttura: un rosé di qualità non rinuncia mai al carattere e alla profondità, pur mantenendo freschezza e bevibilità.
La versatilità del rosé è anche un riflesso della filosofia della cantina: un vino creato con uve rosse selezionate e viticultura dedicata non segue le mode, ma valorizza il territorio e accompagna ogni momento della tavola. RosaMara, e i rosé di Costaripa in generale, dimostrano che questo vino non ha stagioni: può essere apprezzato tutto l’anno, capace di sorprendere sia al calar del sole in estate sia durante un pranzo invernale, confermando che il rosé è molto più di un colore, è un’esperienza sensoriale completa.
Più di un colore: una filosofia
Per Costaripa, il rosé non è una moda né un’etichetta estetica: è un approccio alla viticoltura, un racconto che unisce tecnica, passione e territorio. RosaMara ne è la massima espressione: ogni sorso porta con sé la Valtènesi, la dedizione dei vignaioli e la voglia di superare i cliché.
Se vuoi scoprire tutti i segreti del rosé e ascoltare Nicole raccontare la sua esperienza in cantina, non perdere la puntata completa di Tell Me Wine: un viaggio tra radici, territorio e l’arte di fare vino che va oltre le apparenze.
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