Stefano Mocellin al Padovanino: dove il Fuoco incontra l’Accoglienza

Stefano Mocellin – Al Padovanino

Tempo di lettura: 5 minuti

C’è un fuoco che non scalda soltanto, ma racconta. È quello che accende ogni piatto del Padovanino, il ristorante in cui Stefano Mocellin ha scelto di racchiudere anni di esperienze, sacrifici e ritorni.

Chef, sognatore e instancabile sperimentatore, Stefano ha trasformato la sua passione in un linguaggio fatto di brace, accoglienza e autenticità. Dalle cucine di Milano al cuore di Padova, il suo percorso è una storia di rinascita: quella di chi, dopo aver girato il mondo, torna a casa per creare un luogo dove il cibo diventa un modo per prendersi cura degli altri. Oggi, oltre a guidare la cucina del Padovanino, Stefano è anche chef di Terrazza Palestro a Milano e di Riva Home Gallery a Venezia, continuando a portare la sua visione culinaria in contesti diversi, uniti da un’unica filosofia: far sentire ogni ospite accolto e parte di una storia.

Nell’ultima puntata di Tell Me Wine, ci ha raccontato la sua visione: quella di una cucina che non segue le mode, ma la fiamma di chi la vive ogni giorno.

Le radici di un sogno: la storia di Stefano Mocellin

La passione per la cucina di Stefano nasce presto, tra ricordi d’infanzia e prime sfide in cucina. Dopo la perdita della madre, si trova a cucinare per la famiglia, scoprendo non solo il piacere di preparare i pasti, ma anche l’arte di prendersi cura degli altri attraverso il cibo.

Il suo percorso professionale lo porta lontano da Padova: esperienze formative in Inghilterra, gavetta durissima in cucine internazionali, e soprattutto anni a Milano, dove Stefano affina la sua tecnica e matura come chef e come persona. Ma è il legame con le sue origini a guidarlo, tra le estati trascorse sulle colline di Marostica e le ricette della tradizione toscana che ancora oggi ispirano i suoi piatti.

Oggi, aprire il Padovanino è il mio ritorno alle origini,

racconta Stefano. Dopo anni di sacrifici e sfide, Padova diventa il luogo in cui realizzare il suo sogno: un ristorante che unisca tradizione, innovazione e l’arte di far sentire a casa chiunque varchi la soglia.

Recupera la puntata qui sopra!

Sapori e accoglienza: l’essenza del Padovanino

Al Padovanino, ogni dettaglio racconta la filosofia di Stefano: rispetto per le tradizioni, cura della materia prima e grande attenzione all’accoglienza. Qui non si tratta solo di cucinare, ma di far sentire ogni ospite a casa.

Ci sono diversi modi di prendersi cura di qualcuno. Preparargli da mangiare è uno, ma farlo sentire a casa è altrettanto importante,

racconta lo chef. La squadra di Stefano condivide questi valori: rispetto, coerenza e dedizione diventano il carburante quotidiano di un locale dove il passato e il presente convivono armoniosamente.

Il Padovanino è così un luogo che celebra la memoria e l’identità locale, senza rinunciare all’innovazione. L’atmosfera informale, la musica, i profumi della cucina e una carta vini selezionata con cura rendono l’esperienza unica e memorabile.

La brace come linguaggio, i piatti come storie

La brace è il cuore della cucina di Stefano, il filo conduttore che trasforma ingredienti semplici in piatti sorprendenti. Dai piatti di carne alle ostriche leggermente affumicate, ogni portata è un’esplosione di gusto e creatività.

Tra le specialità più amate, la carbonara alla brace e i panini gourmet, simbolo della capacità di coniugare tradizione e innovazione. Stefano gioca con i sapori, mixa ingredienti diversi e valorizza le tecniche classiche, rendendo ogni piatto un piccolo racconto gastronomico.

La mia cucina vuole trasformare ciò che tutti conoscono in qualcosa che nessuno ha mai provato,

spiega. Anche il vino diventa parte integrante dell’esperienza: selezioni personali, bollicine in metodo classico e vini della casa raccontano la filosofia del locale, in perfetta sintonia con ogni portata.

Scopri il menù del Padovanino

I vini firmati Mocellin

Non solo cucina: Stefano Mocellin porta la sua filosofia anche in cantina. I vini firmati Mocellin nascono dall’idea di proporre etichette coerenti con l’identità del ristorante, creando un legame diretto tra i piatti e le scelte in bottiglia.

Tra le produzioni più recenti, la prima bollicina, Cinderella, un moscato secco lavorato in metodo classico per 36 mesi sui lieviti, e il secondo vino, Merida, hanno riscosso un immediato successo, confermando l’attenzione dello chef verso produzioni limitate e di qualità. Queste etichette rappresentano però solo una parte della ricca selezione di vini disponibili al Padovanino, che spazia tra bollicine, bianchi, rossi e selezioni speciali, pensate per accompagnare ogni piatto e stagione.

La filosofia dietro i vini va oltre il gusto: il Padovanino collabora con vignaioli che condividono valori fondamentali, come il rispetto della vite, dell’ambiente e delle tradizioni tramandate da generazioni. Questi produttori rimangono fedeli alla loro terra e alle tecniche moderne che valorizzano le tipicità locali, creando bottiglie che sono vere e proprie storie di famiglia e di scommesse vincenti.

Ogni vino, dalle etichette più conosciute alle produzioni speciali, racconta un territorio, una storia e lo stile personale di Stefano, trasformando ogni bicchiere in un invito a scoprire la coerenza e la cura che rendono unica la cucina del Padovanino.

Ogni vino racconta una storia e un territorio

La visione di uno chef in cammino

La filosofia di Stefano Mocellin è in continua evoluzione. Partendo dalla passione per la cucina tradizionale, ha saputo innovare senza snaturare le radici: il suo percorso lo ha portato dalla gavetta all’estero, passando per esperienze significative a Milano, fino al ritorno a Padova per aprire il Padovanino.

Ogni scelta, dalla selezione della materia prima alla definizione dei piatti e dei menù a tempo determinato, riflette la sua visione: offrire un’esperienza unica, personalizzata e autentica, dove ogni ospite si sente accolto e coinvolto. La cucina di Stefano non è solo gusto, ma narrazione e dedizione, un equilibrio tra innovazione, tradizione e cura per chi siede al tavolo.

Ascoltando Stefano, si capisce subito che il Padovanino non è solo un ristorante: è una dichiarazione d’intenti. Ogni piatto nasce da un gesto di rispetto — per la materia prima, per la tradizione, per le persone che siedono a tavola. Dietro la brace c’è la filosofia di uno chef che ha imparato che la cucina è accoglienza, e il vino è racconto. Un equilibrio tra istinto e visione, tra tecnica e umanità, che si ritrova in ogni dettaglio: dal piatto al calice, fino all’atmosfera che fa sentire chiunque a casa. E forse è proprio questo il segreto di Stefano Mocellin: ricordarci che la vera ospitalità non si misura in stelle, ma nel calore di un fuoco che continua a bruciare.

Questa storia l’abbiamo raccolta direttamente dalla voce di Stefano Mocellin, che ci ha raccontato la sua filosofia, il legame con il territorio e il futuro del Padovanino. Vuoi ascoltare l’intervista completa? Guarda la puntata sul nostro canale YouTube oppure ascoltala in versione podcast su Streammo, Apple Podcasts e Spotify.

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