Il vino come racconto: l’arte e la visione di Francesco Mazzetto

Francesco Mazzetto

Tempo di lettura: 5 minuti

Ci sono incontri che sanno di storia, di territorio, di persone. Il vino, in fondo, è questo: non solo un sorso, ma un racconto liquido di terre, mani e passioni. Nell’ultima puntata di Tell Me Wine, abbiamo avuto il piacere di parlare con Francesco Mazzetto, enologo e agrotecnico che ha dedicato la vita a dare voce ai vitigni italiani, dai più noti ai più nascosti.

Con Francesco ci siamo immersi in un viaggio tra terre diverse, esperienze all’estero e vini che nascono dall’istinto, dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare. La sua storia non è solo quella di un enologo: è quella di un esploratore, curioso e appassionato, che sceglie di seguire il proprio percorso anche quando sembra “fuori dal coro”.

Le origini di una passione

La passione di Francesco per il vino nasce in famiglia, tra bottiglie piemontesi portate a casa dalla madre e un mondo che sembrava lontano dalla sua provincia di Rovigo. “Ero ben abituato”, racconta, e così, quando è arrivato il momento di scegliere l’università, la sua strada lo ha portato naturalmente verso l’enologia.

A 19 anni Francesco lascia casa e approda a Conegliano, dove i primi esami di fisica, matematica e chimica gli confermano una cosa: il vino non è solo un prodotto, ma un universo da esplorare. L’esperienza prosegue a Torino e poi oltreconfine, in Francia, tra Montpellier e Bordeaux, grazie a un programma di double degree che gli permette di vedere il mondo viticolo da un punto di vista nuovo.

Quello che Francesco racconta di quel periodo non è solo studio: è cultura del vino e del territorio, è capire quanto il legame con la terra sia al centro di ogni decisione produttiva. “In Francia partono dalla terra e poi creano tutto”, dice, mentre in Italia spesso si parte dalla trasformazione dimenticando le origini. È qui che nasce la filosofia che accompagna ancora oggi la sua produzione: il rispetto del terroir, la valorizzazione della tradizione e, allo stesso tempo, la voglia di innovare.

Recupera la puntata qui sopra!

Innovazione e sperimentazione: i vini che sfidano le regole

Francesco non è solo un enologo: è un vero innovatore, sempre alla ricerca di nuove possibilità. Il suo campo di gioco? Vitigni autoctoni poco conosciuti, come la Turchetta, che cresce tra Rovigo e Padova, spesso dimenticata dalle guide e dai disciplinari.

Ma per Francesco, un vitigno raro non è un limite: è un invito a sperimentare. Fermentazioni in acciaio, affinamenti in cemento vetrificato, macerazioni a freddo: ogni scelta tecnica diventa uno strumento per tirare fuori l’anima del vino. Il risultato? Vini che raccontano territorio e personalità, freschi, scorrevoli e sorprendenti, capaci di stupire anche i palati più esperti.

E mentre assaggia una bottiglia di Imala, 100% Rondinella, Francesco sorride: ogni aroma, ogni sfumatura, racconta la storia di un legame tra produttore e consulente, tra tecnica e intuizione.

La sinergia con i produttori: il vino come dialogo

Dietro ogni bottiglia c’è una collaborazione, un dialogo continuo tra chi produce e chi consiglia. Per Francesco, il vino non è mai solo sua creazione: è il risultato di un incontro tra mani, idee e passioni.

“Non mi piace fare il consulente che decide tutto da solo”, spiega, “voglio che il produttore senta il suo vino, che parli di lui”.

E così ogni blend diventa una sinfonia di visioni, dove l’esperienza tecnica incontra l’identità del vignaiolo.

Questa filosofia si traduce anche nel supporto ai giovani produttori, incoraggiando il cambio generazionale e valorizzando i talenti emergenti. Dai colli friulani alla Valpolicella, Francesco segue progetti diversi tra loro, ma con un filo conduttore: la volontà di raccontare il terroir senza rinunciare alla personalità di chi lo coltiva.

La sfida dell’enologia contemporanea

Oggi produrre vino non significa solo rispettare tradizione e territorio: significa adattarsi a un mondo in continuo cambiamento. Per Francesco, la sfida principale per un produttore contemporaneo è rendere ogni vino memorabile, con caratteristiche distintive e riconoscibili, senza perdere di vista il terroir.

Un vino deve parlare del territorio, ma anche delle persone che lo producono,

ci racconta. In un’epoca in cui la qualità è sempre più alta, il rischio è uniformarsi: per questo è fondamentale trovare un equilibrio tra innovazione e rispetto della tradizione, tra personalità del produttore e vocazione del vitigno.

I vini di Francesco: un viaggio tra territori e sperimentazioni

La Turchetta: simbolo di tradizione e sperimentazione

 

La produzione di Francesco spazia tra diversi vitigni e zone, ognuna con la sua anima:

  • Turchetta – vitigno autoctono di Rovigo e Padova, vinificato in varie modalità per tirare fuori aromi sorprendenti, fresco e scorrevole, simbolo di sperimentazione senza limiti.
  • Vini della Valpolicella – tra Classico e Allargata, Francesco segue progetti che rispettano la tradizione ma lasciano spazio all’innovazione, creando bottiglie capaci di esprimere il territorio in chiave contemporanea.
  • Progetti giovani e sperimentali – dal Friuli alla provincia di Rovigo, ogni progetto riflette la collaborazione tra Francesco e i produttori, il desiderio di valorizzare piccoli vigneti e nuovi talenti, portando alla luce vini autentici e originali.

Ogni bottiglia è una storia, un piccolo capolavoro dove innovazione, tecnica e identità del produttore si incontrano, per creare vini che non passano inosservati e che continuano a sorprendere, calice dopo calice.

Un brindisi alla passione

Ascoltare Francesco raccontare il suo percorso significa comprendere che il vino non è solo una bevanda: è curiosità, dedizione e legame con la terra. Ogni calice racchiude storia, tecnica, emozione e collaborazione.

Il vino deve parlare di chi lo produce e del territorio da cui nasce,

ci ricorda, mentre ci invita a scoprire nuovi vitigni e nuove sfumature. Dalla Turchetta alla Rondinella, ogni bottiglia è un piccolo viaggio che unisce terra e persone, esperienza e intuizione. Alla fine, ciò che resta non è solo il gusto, ma la storia che ogni sorso racconta. E il miglior modo per comprenderla? Prendere il bicchiere, assaporare e lasciarsi trasportare dal racconto di chi quel vino lo vive ogni giorno.

Vuoi scoprire tutti i dettagli della chiacchierata con Francesco? Guarda la puntata completa di Tell Me Wine e lasciati ispirare dal suo mondo enologico!

Guarda l’episodio completo su YouTube

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