Dalla carne alla cucina vegetale: il viaggio rivoluzionario de La Buona Terra
Agriturismo La Buona Terra
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Quando si arriva a La Buona Terra, immersa nel cuore verde dei Colli Euganei, si ha subito la sensazione di entrare in un luogo che custodisce qualcosa di raro: un modo diverso di vivere la natura, gli animali e il cibo. Eppure questa realtà – oggi diventata un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza autentica, vegetale e profondamente etica – nasce da una storia che, all’inizio, sembrava andare in tutt’altra direzione.
Luisa ci ha raccontato il percorso incredibile che lei e suo marito Domenico hanno compiuto negli ultimi venticinque anni. Un percorso fatto di scelte coraggiose, di cambiamenti radicali e di un ascolto profondo di ciò che la natura – e la loro famiglia – cercava di dire loro.
La prima rivoluzione: un agriturismo biologico
Alla fine degli anni ’90, mentre la maggior parte delle aziende agricole lavorava ancora in modo intensivo, La Buona Terra prendeva una direzione controcorrente: convertire tutto al biologico. Una scelta che all’epoca sembrava un salto nel buio.
Luisa ricorda bene com’era essere controcorrente in quegli anni: scegliere il biologico significava esporsi alle critiche e allo scetticismo. Eppure, nonostante le risate e i commenti increduli, loro sentivano che quella era la strada giusta. E il tempo lo ha confermato.
L’esperienza di Luisa come formatrice nel settore agricolo, unita all’intuizione di Domenico, li ha portati presto a vedere ciò che altri avrebbero capito solo molti anni dopo: che la terra, per dare frutti sani, deve prima di tutto essere viva.
Il cambiamento più grande: una famiglia di allevatori diventa vegana
Se la scelta del biologico era stata un passo tecnico e visionario, il passaggio al vegetale ha rappresentato una rivoluzione domestica. A far scattare tutto sono state le loro figlie: prima una, poi l’altra, che a pochi mesi di distanza hanno abbracciato un’alimentazione vegetariana e poi vegana.
Per una famiglia cresciuta nel mondo dell’allevamento, non è stato affatto semplice. All’inizio quella richiesta li ha spiazzati, mettendo in discussione abitudini radicate. Ma lentamente quel cambiamento ha iniziato a trasformare tutto: prima le ricette di casa, poi il loro modo di guardare agli animali, infine il loro stesso modo di vivere. La svolta definitiva è arrivata quando hanno cominciato a dare un nome agli animali della fattoria: Antonia, Ryan, Sissi, Ettore, Decisio. Presenze con cui dialogare, ridere, condividere la quotidianità.
Da quel momento, tornare indietro non era più possibile.
Oggi: un agriturismo 100% vegetale, stagionale e profondamente legato al territorio
Cinque anni fa, l’agriturismo ha eliminato completamente ogni ingrediente di origine animale. Niente carne, niente derivati. Solo cucina vegana, o meglio: vegetale E tradizionale. Perché La Buona Terra non propone una cucina “di sostituzione”, ma un modo nuovo – e allo stesso tempo antichissimo – di interpretare i piatti del territorio.
Il menù cambia ogni mese, seguendo solo ciò che l’orto e la stagione offrono. Si va dai risi e bisi, ai fagioli in tocio, fino a piatti che sorprendono anche chi non ha mai provato la cucina vegetale: come gli gnocchi con crema di patate e cipolla, pesto di basilico dell’orto e mandorle.
Una cucina che non vuole “imitare”, ma valorizzare. E chi arriva diffidente esce quasi sempre stupito:
“Pensavo fosse una cucina “fiappa”, triste… e invece è buonissima” è la frase che Luisa si sente ripetere più spesso.
Una fattoria dove tutti stanno bene
Alla Buona Terra non esiste la parola “allevamento” nel senso classico del termine. Esiste invece un luogo in cui gli animali vivono liberi, longevi e rispettati. Galline di sette anni, una cavalla di trentotto, pavoni che passeggiano tra cortili e prati, asinelli, pecore, caprette. Tutti con un nome. Tutti con una storia.
E gli ospiti possono avvicinarsi a questo mondo attraverso:
- La fattoria didattica accreditata dalla Regione Veneto
- Le attività per famiglie, con giri in carretto tra dossi e cunette creati da Domenico
- Le colazioni in fattoria, dove si cammina scalzi, si toccano gli animali, si ascoltano suoni e silenzi
- Il campeggio e l’ospitalità nelle stanze e casette immerse nel verde
C’è un aspetto che colpisce Luisa ogni estate: i bambini – soprattutto stranieri – che al mattino corrono da lei chiedendo: “Possiamo aiutare?” E così si formano piccole squadre di fieno, di coccole, di pulizia del recinto. Un contatto semplice, ma potentissimo.
Il vino: biologico e vegano
Anche la carta dei vini segue la stessa filosofia. La Buona Terra seleziona solo vini biologici dei Colli Euganei, con molte etichette anche certificate vegan. Un dettaglio che non tutti conoscono, ma fondamentale: perché nel vino possono essere usate sostanze chiarificanti di origine animale.
Luisa lo spiega con naturalezza, con lo stesso approccio con cui racconta ogni elemento della loro scelta: consapevole, informato, aperto.

Un agriturismo immerso nel verde
Ricostruire un ecosistema, un lombrico alla volta
Uno dei momenti più intensi del racconto arriva quando Luisa parla della terra. All’inizio del percorso biologico, il suolo era letteralmente “morto”: niente lombrichi, niente insetti, nessun segno di vita. Era ciò che restava dopo decenni di agricoltura intensiva e liquami.
Ci sono voluti anni per riportare equilibrio: anni prima di rivedere le lucciole nelle sere d’estate, di sentire i girini tornare nei fossi, di percepire una terra che finalmente respirava di nuovo. Oggi, quello stesso equilibrio è il loro patrimonio più prezioso.
Uno sguardo al domani
La Buona Terra non è un progetto statico; è un organismo vivo, che cresce insieme alla famiglia che lo cura. Le figlie continuano a proporre idee – l’ultima è un lavandeto – e tutto viene valutato con lo stesso spirito che ha guidato ogni tappa della loro storia: apertura, curiosità, rispetto.
Il consiglio che Luisa dà a chi sogna di avviare una fattoria didattica o un agriturismo vegetale è semplice e potentissimo:
Mettere da parte la mentalità del “si è sempre fatto così”. Aprirsi. Ascoltare. E avere il coraggio di cambiare.
La Buona Terra non è solo un agriturismo: è un modo di stare al mondo
Un luogo dove si mangia bene, si respira meglio e si impara qualcosa che, spesso, avevamo dimenticato: che la natura è perfetta, e ci dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Luisa, Domenico, le loro figlie e tutti gli animali che abitano questa terra sono la prova vivente che un altro modo di fare agricoltura è possibile. Ed è un modo che guarda avanti, senza perdere il legame con ciò che è davvero essenziale.
Vuoi ascoltare Luisa raccontare direttamente la storia de La Buona Terra, dal passato di allevatori a un agriturismo completamente vegetale, tra scelte etiche, cucina stagionale e momenti di vita quotidiana in fattoria? Allora ascolta la puntata completa su Tell Me Wine e lasciati ispirare dalle loro storie, dai profumi e dai sapori dei Colli Euganei.
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