Rubricalimenti: quando la scienza del cibo diventa consapevolezza quotidiana
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In un mondo in cui il cibo è ovunque – nei supermercati, nei ristoranti, nei feed social – parlare di alimentazione in modo corretto è diventato sempre più complesso. Informazioni parziali, falsi miti tramandati da generazioni, semplificazioni estreme: orientarsi non è facile. È proprio in questo spazio che si inserisce Alessandro Di Flaviano, meglio conosciuto come Rubricalimenti, divulgatore scientifico e voce autorevole quando si parla di sicurezza alimentare.
Ospite dell’ultima puntata di Tell Me Wine, Alessandro ci ha raccontato il suo percorso e il suo approccio alla divulgazione: rigoroso, ma accessibile; scientifico, ma profondamente umano.
Dalla cucina alla divulgazione: un percorso che nasce da lontano
Classe 1995, padovano, Alessandro non arriva alla scienza del cibo per caso. Prima ancora dell’università c’è la cucina di casa, vissuta non come un obbligo ma come una scoperta: cucinare diventa presto un linguaggio, un modo per osservare e comprendere il mondo.
Parallelamente agli studi, lavora per circa dieci anni nella ristorazione, tra bar e cucine, un’esperienza che rafforza il suo interesse per ciò che accade dietro le quinte del cibo. Il percorso si definisce definitivamente con la laurea in sicurezza alimentare e una tesi che, nel 2019, prende una forma allora ancora poco comune.
È proprio da lì che nasce Rubricalimenti: inizialmente un progetto universitario, oggi una delle pagine di divulgazione sul cibo più seguite in Italia.
Sicurezza alimentare: ciò che diamo per scontato (e che spesso sbagliamo)
Uno dei temi centrali del lavoro di Alessandro è la contaminazione crociata: il passaggio di microrganismi da un alimento all’altro attraverso superfici, utensili o mani. È un fenomeno rapido, invisibile e spesso sottovalutato.
L’esempio classico? Toccare un uovo crudo e poi una verdura che verrà consumata cruda. In quel gesto apparentemente innocuo può nascondersi un rischio reale. E no, la famosa “regola dei tre secondi” non ha alcun fondamento scientifico.
È proprio qui che Rubricalimenti lavora di cesello: smontare abitudini radicate senza creare allarmismi, spiegando perché alcune pratiche “di sempre” non sono necessariamente corrette.
I falsi miti più duri a morire
Durante la puntata, Alessandro ha individuato alcuni falsi miti che continuano a circolare nelle cucine domestiche:
- La conservazione sbagliata degli alimenti, come i pomodori o il latte nello sportello del frigorifero, una zona soggetta a continui sbalzi di temperatura.
- La muffa “rimossa”, soprattutto su alimenti freschi: eliminare la parte visibile non rende il cibo sicuro, perché le ife della muffa possono penetrare in profondità.
- Il lavaggio “eccessivo”: bicarbonato e disinfettanti non sono sempre necessari. Nella maggior parte dei casi, l’acqua corrente è sufficiente, salvo situazioni particolari.
Il filo conduttore non è la regola rigida, ma la valutazione del contesto: stato dell’alimento, condizioni personali, modalità di consumo.
Le cinque regole d’oro della sicurezza alimentare
Se dovesse esistere una guida essenziale, secondo Alessandro dovrebbe includere:
- Igiene personale, a partire dalle mani.
- Scelta consapevole delle materie prime, leggendo etichette e osservando eventuali alterazioni.
- Attenzione alla contaminazione crociata, separando crudo e cotto.
- Corretta cottura, considerando non solo la temperatura ma anche il tempo.
- Conservazione adeguata, utilizzando materiali idonei e conoscendone limiti e caratteristiche.
Regole semplici, ma spesso ignorate, che possono fare una grande differenza nella quotidianità.
Cibo e vino: quando la scienza spiega gli abbinamenti
Nel dialogo con Tell Me Wine non poteva mancare il vino. Anche qui, Alessandro porta la scienza a spiegare ciò che spesso diamo per scontato.
L’abbinamento tra carne e vino rosso, ad esempio, non è solo tradizione: i tannini, con il loro effetto astringente, vengono bilanciati dalla succulenza e dal grasso della carne, creando un equilibrio sensoriale. Anche le reazioni di Maillard – un processo chimico fondamentale in cucina che avviene tra zuccheri riducenti e amminoacidi durante la cottura ad alta temperatura – contribuiscono a rendere questo incontro così riuscito.
E poi c’è il grande tema del mal di testa da vino. I solfiti, spesso accusati, non sono gli unici responsabili. Studi recenti chiamano in causa sostanze come la quercetina e le amine biogene, insieme a fattori individuali come idratazione, metabolismo e quantità consumata. Ancora una volta, la risposta non è unica, ma complessa.
Un libro per chi ama mangiare (e sapere)
Nel 2023 Alessandro ha pubblicato La scienza del cibo, edito da Rizzoli: un manuale pensato come “istruzioni per l’uso” del cibo quotidiano.
Il libro si propone come una guida concreta e accessibile: con un linguaggio chiaro e diretto, spiega le caratteristiche fondamentali delle materie prime più comuni – carne, pesce, legumi, cereali, latticini, verdura – e accompagna il lettore nella scelta, conservazione e preparazione degli alimenti in modo sicuro e consapevole.
Non si limita però a essere un semplice “ricettario”. L’obiettivo è più ambizioso: demolire falsi miti, smontare convinzioni consolidate (come “le uova fanno male”, “la frutta va mangiata lontano dai pasti”, “comprare pollo senza antibiotici serve a qualcosa”) e offrire strumenti per interpretare etichette, comprendere rischi e benefici, riconoscere pratiche corrette e scelte davvero informate.
In questo senso, La scienza del cibo completa perfettamente il lavoro di divulgazione di Rubricalimenti: dove i video e i post social stimolano la curiosità e spingono a riflettere, il libro regala un approfondimento strutturato, capillare e “da tenere sul tavolo della cucina”: una bussola per chi vuole mangiare con consapevolezza, senza rinunciare al gusto ma senza fidarsi ciecamente di vecchie abitudini o di mode alimentari.

La scienza del cibo: il libro di Alessandro Di Flaviano
Comunicare la scienza senza semplificare troppo
Divulgare significa camminare su un equilibrio delicato: essere chiari senza essere superficiali, completi senza risultare noiosi. Alessandro lo sa bene. La velocità dei social impone sintesi, ma la responsabilità verso chi ascolta richiede precisione.
I commenti contrari, le frasi “si è sempre fatto così”, fanno parte del gioco. La risposta, per lui, è sempre la stessa: fonti, studi, dati. Non opinioni personali, ma conoscenza condivisa.
Una parola chiave: consapevolezza
Se dovesse riassumere tutto in un solo termine, Alessandro sceglierebbe consapevolezza. Informarsi, dubitare, confrontare le fonti, capire cosa c’è davvero dietro a ciò che mangiamo e beviamo.
Non per vivere il cibo con ansia, ma con rispetto. Perché il cibo è cultura, piacere, convivialità. E conoscere ciò che arriva nel piatto è il primo passo per goderselo davvero.
Se questo viaggio tra sicurezza alimentare, divulgazione e falsi miti vi ha incuriositi, la puntata di Tell Me Wine con Rubricalimenti è il passo successivo naturale: un dialogo ricco di spunti, domande e verità che vale la pena ascoltare fino all’ultimo sorso.
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