Osteria dai Nemici: dentro le mura, fuori dagli schemi

Tempo di lettura: 4 minuti

C’è un punto preciso, dentro le mura storiche di Cittadella, in cui il vino non chiede permesso e il cibo non scende a compromessi. È lì che nasce Osteria dai Nemici, un luogo che già dal nome dichiara la sua identità: controcorrente, ironica, profondamente sincera. Ospite dell’ultima puntata di Tell Me Wine, Eric – insieme ai soci Giacomo e Diego – ci accompagna in un progetto che è prima di tutto una visione condivisa.

Dai Nemici non è solo un’osteria: è un modo di stare a tavola, di bere, di accogliere. Senza fronzoli, senza etichette rassicuranti, ma con una direzione molto chiara.

Un’osteria pop, punk e sbarazzina

Definirla “informale” sarebbe riduttivo. Dai Nemici è pop, punk, sbarazzina. Un locale che non ha paura di dire qualche no – no spritz, no caffè macchiato, no tramezzini convenzionali – perché quei no servono a proteggere un’idea precisa di ospitalità.

Il nome nasce quasi per gioco, come spesso accade alle intuizioni migliori: in un’Italia piena di “Da…” e “Dagli amici”, scegliere Dai Nemici è stato un gesto di rottura, accolto con qualche perplessità iniziale ma difeso con convinzione. E oggi, a distanza di tre anni e mezzo dall’apertura, quella scelta racconta perfettamente il carattere del locale.

Recupera la puntata qui sopra!

Vino artigianale: non complicato, ma complesso

Il cuore pulsante dell’Osteria dai Nemici è la selezione di vini artigianali, curata in prima persona da Eric, con il supporto di un team giovane ma preparatissimo. Qui il vino naturale non è una moda, ma una conseguenza naturale (è proprio il caso di dirlo) di un approccio fatto di territorio, artigianalità e relazioni dirette con i produttori.

In mescita si trovano spesso vitigni locali e identitari: Vespaiola, Durella, Garganega, Groppello, Pavana. Niente etichette “rifugio”, niente scelte scontate. Ogni giorno 18 bottiglie aperte: sei bolle, sei bianchi, sei rossi, con un ricambio veloce che invita all’assaggio e alla curiosità.

L’idea è semplice ma potentissima: il vino non deve intimidire. Non è complicato, è complesso. E va vissuto senza aspettative, lasciando da parte i pregiudizi e ascoltando il proprio gusto.

Bottiglie che esplodono e cambiano prospettiva

Il colpo di fulmine di Eric per il vino artigianale nasce lontano dai riflettori, in vigna, durante una giornata di lavoro e un temporale improvviso. Una bottiglia di rifermentato calda, stappata senza cerimonie, che esplode sul tavolo.

Un gesto dissacrante, lontanissimo dall’idea impostata e a volte opprimente del vino come status symbol. Da una parte l’opulenza, la performance, la paura di non sapere abbastanza. Dall’altra la genuinità, la spontaneità, il vino che macchia la tavola. Da lì la scelta: voglio le bottiglie che esplodono.

È una frase che dice molto più di quanto sembri. Racconta un modo di bere (e vivere) più libero, meno ingessato, profondamente umano.

Cucina senza compromessi, ma con grande comfort

La stessa filosofia si riflette in cucina. Dai Nemici propone una cucina pensata per stare bene, non per stupire a tutti i costi. Ci sono piatti che non si toccano dal giorno uno – come la pizzetta alta e soffice, fermentata in casa, diventata ormai iconica – e altri che cambiano spesso, seguendo stagionalità, ispirazioni e voglia di sperimentare.

Cicchetti, tapas, piattini più strutturati: il menu è vivo, dinamico, mai noioso. E soprattutto dialoga continuamente con il vino, dando spazio ad abbinamenti meno convenzionali, come un passito bianco accanto a piatti salati, o contrasti studiati più come accompagnamenti che come regole fisse.

Un'osteria pop, punk e, soprattutto, accogliente

Accoglienza prima di tutto

Essere “nemici” non significa essere ostili. Al contrario: l’accoglienza è uno dei pilastri del progetto. Spiegare 18 calici in tre minuti, guidare senza giudicare, far sentire a proprio agio anche chi dice “io il vino naturale non lo bevo”.

Qui non c’è gara a chi ne sa di più. C’è voglia di condividere, di raccontare, di ascoltare. Basso profilo, altissime prestazioni, come dicono loro. Perché non sai mai chi hai davanti, ma sai sempre come vuoi farlo sentire: bene.

Un progetto in continuo movimento

Il 2025 è stato un anno frizzante – per restare in tema – con l’introduzione dei pranzi di lavoro e l’apertura sette giorni su sette, pranzo e cena. Ma non solo: a maggio è nato anche Castigamatti, una pizzeria dal nome altrettanto punk, pensata per portare a Cittadella la pizza che mancava. Tecnica ma non gourmet, ragionata ma accessibile, coerente con l’identità dei Nemici.

Dietro tutto questo c’è una squadra giovane, affiatata, con una voglia autentica di fare e di crescere insieme. Perché, come dicono loro, “non c’è nulla che una cena e almeno una bottiglia a testa non possano risolvere”.

Perché andare Dai Nemici

Si va Dai Nemici per bere vini sinceri, per mangiare senza sovrastrutture, per sentirsi accolti anche quando ci si sente un po’ fuori posto. Si va per capire una filosofia, non per trovare ciò che già si conosce.

E forse è proprio questo il segreto: non piacere a tutti, ma piacere davvero a chi entra in sintonia con quel modo libero, diretto e umano di stare a tavola.

Se vuoi entrare ancora di più nel mondo di Osteria dai Nemici, ascolta l’ultima puntata di Tell Me Wine: una chiacchierata sincera tra bottiglie che esplodono, piatti senza compromessi e storie che meritano di essere bevute fino in fondo.

Guarda l’episodio completo su YouTube

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